(di Francesco Cerri) (ANSAmed) - ANKARA, 26 GIU - E' alta tensione fra Damasco e Ankara dopo l'abbattimento venerdi di un jet turco lungo le coste siriane, e la Nato da Bruxelles si schiera al fianco della Turchia, restando pero' ancora lontana da un ipotetico intervento militare, mentre alla periferia di Damasco oggi ci sono stati gli scontri finora piu' intensi fra forze del regime e ribelli. Il premier turco il nazionalista islamico Recep Tayyip Erdogan ha usato toni durissimi oggi verso l'ex-amico e alleato. ''L' attuale amministrazione siriana e' un regime tirannico che uccide il suo stesso popolo'' ha accusato. E ha annunciato nuove regole di ingaggio per le forze armate turche lungo i 600 km di frontiera con la Siria: d'ora in poi risponderanno con le armi a ''qualsiasi violazione del confine''. La Turchia non vuole la guerra, ha detto Erdogan, ma la sua linea di risposta 'razionale' alla distruzione del suo F4 Phantom non deve ''essere presa per un segno di debolezza, erroneamente''. Prima o poi Damasco sentira' tutto il peso della ''furiosa collera'' turca. Il lungo discorso di Erdogan, spesso con toni infiammati e 'furiosi', e' stato accolto da selve di applausi dai deputati del suo partito, l'Akp. Per ora l'ipotesi di un conflitto con la Siria sembra poco probabile, anche per le conseguenze devastanti che potrebbe avere per tutta la regione, e sui fragili equilibri fra sunniti, sciiti e alawiti in tutti i paesi dell'area.

Da Bruxelles, dove gli ambasciatori Nato si sono riuniti su richiesta di Ankara in base all'articolo 4 del patto atlantico - consultazioni quando la sicurezza di un paese membro alleato puo' essere a rischio - e' arrivata oggi intanto la scontata dichiarazione di solidarieta' degli alleati. L'abbattimento del caccia turco e la probabile uccisione dei suoi due piloti - un atto definito ''scellerato'' da Erdogan - e' ''inaccettabile'' ha detto il segretario generale Anders Fogh Rasmussen. E gli alleati, ha chiarito, sono ''uniti alla Turchia da uno spirito di forte solidarieta'''. Il consiglio atlantico restera' ''all' erta sugli sviluppi alla frontiera sud-orientale della Nato'', pronto a riunirsi di nuovo in qualsiasi momento se necessario. Il governo turco non ha sollevato a Bruxelles l'art.5 - difesa collettiva in caso di aggressione a un alleato - spiega oggi il quotidiano governativo Zaman, perche' la Nato ''rimane reticente a un'azione militare'', e anche Ankara ''comunque non e' del parere di spingere in questa direzione''. Dietro la Siria c'e' ovviamente la Russia, che nel paese arabo ha enormi interessi strategici e militari, e la sua sola base navale in acque calde, a Tartus. Esperti russi hanno messo in dubbio la versione di Ankara - un volo disarmato di rilevazione dei radar turchi - sulla vera missione dell'aereo abbattuto, sostenendo che doveva testare i sistemi di difesa russi della Siria per conto della Nato e/o fare spionaggio per l'opposizione armata. Nessuno sembra per ora volere una guerra fra Ankara e Damasco - Teheran ha proposto i suoi buoni uffici e il vice- premier iraniano e' atteso domani in Turchia - ma ora il quadro sembra piu' pericoloso, e piu' a rischio. Le nuove regole di ingaggio turche lungo la frontiera, dove c'e' un continuo movimento di profughi, disertori e oppositori armati siriani, traccati dalle forze leali al regime, potrebbero provocare una scintilla. Secondo Milliyet la Turchia ha iniziato a inviare rinforzi, ufficialmente per combattere le infiltrazioni dei separatisti curdi del Pkk, appoggiati da Damasco: 15 blindati si sono spostati gia' ieri verso il confine.(ANSAmed).